mercoledì 8 giugno 2011

MESSI E' IL RE DEI GUADAGNI

Pubblicato su TS il 7 giugno 2011


Asso piglia tutto. Questo è diventato Lionel Messi per il calcio del nuovo millennio.
Ormai colleziona trofei a ripetizione, palloni d’oro consecutivi, ha da poco sfondato l’incredibile muro di cinquanta gol segnati in una sola stagione! Ci sono attaccanti che questo numero di gol non lo collezionano neppure in una carriera. Un fenomeno tecnico e mediatico come Messi non poteva non imporsi anche nella speciale classifica che calcola i guadagni globali dei calciatori più ricchi al mondo. L’argentino si conferma il numero uno e supera nuovamente la barriera dei trenta milioni di euro, anche se rispetto ad un anno fa ha subito un decremento di un paio di milioni. Bazzecole per lui. Alle sue spalle, eterno secondo verrebbe da dire, Cristiano Ronaldo, nonostante le finanze del fuoriclasse portoghese siano in aumento ormai da anni. Questo e molto altro emerge dallo studio pubblicato da France Football – al quale chi vi scrive ha dato il proprio contributo - e che vi riproponiamo, come sempre integrato con ulteriori tabelle ed elaborazioni inedite preparate appositamente per i lettori di TS.
Come sempre accade per i calciatori che guidano questa classifica, non è mai lo stipendio la voce di introito principale. Due terzi dei guadagni di Messi, infatti, derivano da contratti pubblicitari, premi e introiti di altra natura. Un po’ diversa la struttura dei guadagni di Cristiano Ronaldo che ricava più o meno la metà dal salario ed altrettanto dal resto dei ricavi. Va detto che anche il portoghese ha subito un leggero decremento così che le distanze tra i due sono rimaste sostanzialmente inalterate. L’anno scorso tra i due c’era David Beckham, il calciatore maggiormente presente in questa classifica da quando France Football l’ha ideata. Lo spice boy paga il passare degli anni ed è scivolato in quinta posizione. Resta comunque ragguardevole il suo peso come uomo immagine, al punto da portare a casa ben 14,5 milioni solo dai contratti pubblicitari. Fin qui tutto sommato nulla di nuovo sotto il sole. Il vero fenomeno di quest’anno, sul piano squisitamente economico, è stato Wayne Rooney. I suoi guadagni sono letteralmente esplosi passando dai 12,6 dell’anno scorso agli attuali 20,7. Un incremento di oltre otto milioni in soli dodici mesi che gli hanno consentito di guadagnare ben dieci posizioni fino al terzo posto. Il tutto grazie allo stipendio più alto in assoluto (oltre tredici milioni) ma anche di un notevole incremento degli introiti pubblicitari, passati da 4,5 a 7 milioni. Segno che la stella del Manchester United ha smesso di essere l’angelo dalla faccia sporca poco attraente per le aziende ed ha cominciato a distinguersi anche come fenomeno mediatico. Le posizioni successive in classifica, a parte Beckham, vedono calciatori le cui entrate sono stazionarie. Mantengono il proprio livello Kakà al quarto posto, Ronaldinho e Tevez al sesto e al settimo. Particolarmente interessante è il caso del brasiliano. Non era mai successo che un calciatore si trasferisse in Brasile mantenendo questi livelli di guadagno. Un segnale inequivocabile del fatto che la situazione economica complessiva del paese è decisamente florida rispetto al passato e che i club brasiliani attualmente possono entrare in concorrenza con quelli europei.
La seconda parte della classifica presenta grandi novità, rappresentate essenzialmente dai giocatori del Bayern e, in misura minore del Mancher City. Segno che qualcosa negli equilibri del calcio europeo sta cambiando. Yaya Touré, ad esempio, entra per la prima volta in classifica e si piazza decimo con poco meno di 14 milioni di euro. Ma è soprattutto il Bayern a stupire. Il suo modello economico vincente consente ai bavaresi di garantire ricche retribuzioni ai propri calciatori. Così entrano per la prima volta in classifica Bastian Schweinsteiger (dodicesimo con 13,2 milioni), Philipp Lahm (quattordicesimo con 12,9 milioni) e Frank Ribery (diciassettesimo con 11,9 milioni). Davvero un ingresso trionfale. Positiva la performance di Fernando Torres (14 milioni) che beneficia soprattutto del trasferimento al Chelsea che gli permette di guadagnare sei posizioni. Lo stesso numero di posti persi da Thierry Henry che col trasferimento negli USA è sceso a 13,6 milioni. In calo anche tutti gli altri calciatori in classifica. Samuel Eto’o con i suoi 13 milioni scende di tre posizioni. Drogba, poco meno di 13, ne perde quattro. Scivolano verso la coda della classifica Gerrard (meno due posizioni con 11,7 milioni) e Puyol (meno sette posizioni con 11,4 milioni). Discorso a parte meritano Ibrahimovic e Buffon. Lo svedese trasferendosi al Milan ha avuto una contrazione dei guadagni: meno due milioni che in termini di classifica significano otto posti in meno. Quanto a Buffon quest’anno risulta all’ultimo posto, il ventesimo. Si tratta dell’unico italiano rimasto in graduatoria, dalla quale è uscito lo stesso Francesco Totti che ha pagato un leggerissimo decremento degli introiti pubblicitari. Un brutto segnale per il calcio italiano che una volta piazzava diversi connazionali in classifica ed ora deve accontentarsi delle briciole. A proposito di nazioni e di club, va detto che la classifica di quest’anno ha prodotto una redistribuzione della ricchezza. Sono ben tredici i club rappresentati contro i dieci dell’anno scorso. A farla da padrone, come al solito, la Premier League con sette calciatori, seguita dalla Liga con quattro. La Bundesliga, grazie agli ingressi dei tre calciatori del Bayern, aggancia la serie A con tre rappresentanti. Poi i risultati storici. Per la prima volta troviamo rappresentati due club americani ed uno brasiliano. Un segno dei tempi.

Come sempre la classifica di France Football prende in esame tre voci specifiche: stipendi, introiti pubblicitari e da sponsorizzazioni, premi. Se ci si limita a considerare gli stipendi, il numero uno, come abbiamo visto, è Wayne Rooney con una ricca busta paga da 13,2 milioni netti annui. Lo insegue ad un’incollatura Cristiano Ronaldo con 13 milioni tondi tondi. Al terzo posto, a sorpresa, Yaya Touré il cui stipendio rappresenta la quasi totalità dei suoi guadagni: 11,1 milioni! Quindi una specie di club dei 10, ossia il gruppo di calciatori che ricevono un salario di 10 milioni netti all’anno. Ne fanno parte Kakà, Lahm, Messi, Ribery e Tevez. Questo sta a significare che ad altissimi livelli gli stipendi delle stelle del calcio mondiale sono più o meno codificati. Viaggiano in coppia, con un milione in meno, gli “italiani” Ibrahimovic e Eto’o. Altissimo, per un giocatore del suo livello, lo stipendio di Puyol, il difensore del Barcellona: 8,5 milioni. Intorno agli otto milioni viaggiano Lampard, Torres e Schweinsteiger. Tra i sette milioni e i sette milioni e mezzo si piazzano Drogba, Ronaldinho e Gerrard. Il nostro Buffon conserva uno stipendio altissimo (6 milioni), anche se nel prossimo futuro, se sono attendibili le voci che lo vogliano lontano dalla Juventus, sarà difficile per lui conservarlo. I più poveri, quanto a stipendio, sono gli “americani”: Beckham e Henry: portano a casa poco più di 4 milioni.
Passando agli sponsor, come detto anche qua vince Lionel Messi. I dettagli dei suoi 20 milioni di sponsorizzazioni e voci varie vengono approfonditi nel box a parte. Al secondo posto resiste Beckham, che rimane un grande uomo immagine. Anche se i suoi 14,5 milioni risentono dei nove milioni in meno determinati dalla scadenza del contratto con Armani e della cessazione del rapporto con Motorola. Stazionario anche a livello di sponsorizzazioni Kakà che beneficia molto delle aziende alimentari come Ringo e Gatorade. Resta un uomo d’oro Ronaldinho che porta a casa 7,5 milioni dagli sponsor. I principali: Nike, Motorola e Honda. Come abbiamo detto, scatta in avanti Rooney oggi molto corteggiato dagli sponsor. I suoi 7 milioni di introiti sono garantiti soprattutto da Nike, Coca Cola, Powerade e Eletronic Arts. Resta ragguardevole la capacità commerciale di Henry (nonostante l’”esilio” negli USA): Reebok, Renault, Pepsi e Gillette se lo tengono stretto. Guadagna molto bene anche Buffon (Puma, Giochi Preziosi, Pokerstars.it): 5,2 milioni. Resta sempre poco appetibile sul piano commerciale Ibrahimovic. Due milioni e mezzo di sponsorizzazioni per uno come lui sono un’inezia. La sola azienda importante che ha deciso di puntare su di lui è la Nike. Lo stesso Eto’o vale appena due milioni, mentre in coda troviamo Frank Ribery che ricava appena un milione.

Se Messi è il Paperone dei calciatori, Josè Mourinho è il re Mida degli allenatori. Anche quest’anno lo Special One si conferma tale, almeno per quanto riguarda i guadagni. Ha totalizzato 13,5 milioni, mezzo in più rispetto all’anno precedente. Gran parte di questi introiti sono determinati dallo stipendio di 10 milioni netti che gli garantisce il Real Madrid (non si sa ancora per quanto). Anche sul piano delle sponsorizzazione, comunque, Mourinho rappresenta un bel personaggio. Porta a casa, infatti, 3,5 milioni, come un calciatore di ottimo livello internazionale. A contribuire alle sue finanze sono Sky Gran Bretagna e i gruppi bancari portoghesi BPI e BCO Millennium. Pep Guardiola si deve accontentare del secondo posto. Niente male, però, per uno giovane come lui. Il tecnico del Barcellona assomma 10,5 milioni. Di questi sette sono garantiti dallo stipendio, quattro dai contratti pubblicitari che ha sottoscritto col Banco di Sabadell e la marca di birra Damm. Potrà sembrare sorprendente, ma al terzo posto troviamo Rafa Benitez con ben 10,2 milioni. Gran parte di questa cifra è costituita dagli emolumenti ricevuti da Liverpool e Inter. Più precisamente la liquidazione che gli spettava dal Liverpool, lo stipendio maturato all’Inter fino al licenziamento e la buonuscita garantita da Moratti. Una bella cifra da godersi senza fare niente altro o quasi. Al quarto posto resiste Fabio Capello che tra stipendio (6,4 milioni) e sponsorizzazioni assomma 8,5 milioni. Si può immaginare la sua tristezza quando sarà costretto a lasciare la panchina dell’Inghilterra il prossimo anno. Fermo restando la presenza di tecnici storicamente affermati come Ferguson, Wenger e Ancelotti, la classifica prevede diversi nuovi ingressi. Il più spettacolare quello di Felix Magath, tecnico vincente del Wolfsburg, che entra prepotentemente con 6,5 milioni. Lo stesso club della Volkswagen, grazie alla buonuscita, garantisce all’ex allenatore McLaren addirittura 5 milioni, abbastanza per posizionarsi al quindicesimo posto. Entra in classifica anche Roy Hodgson al quale il West Bromwich garantisce la bellezza di 5,6 milioni. Rientra anche Advokaat, al quale era stato fatale l’abbandono della panchina dello Zenit. Passato a fare il CT della Russia è tornato in graduatoria con 5,4 milioni. Nuovi ingressi sono anche quelli di Gullit (4,5 milioni dai russi del Terek Groznyj), Deschamps (3,3 milioni dal Marsiglia) e Puel (2,9 dal Lione). Per finire, i tecnici che hanno perso più posizioni sono Mancini (meno quindici posizioni con i suoi 3,8 milioni dal Manchester City) e Felipe Scolari (meno undici posizioni dopo il trasferimento al Palmeiras). Comunque sia, incassi milionari per tutti.





BOX MESSI

Stipendio: 10
Premi: 1
Sponsor: 20
Totale: 31 milioni di euro

Il fatturato di un’azienda di medie dimensioni. Questo vale il calciatore che guadagna di più al mondo, vale a dire il fenomenale Lionel Messi. Dopo avere sfondato il muro della popolarità, ormai Messi viaggia da solo, indipendentemente dai successi del Barcellona. Che comunque restano numerosi e di qualità. Va detto che nel 2010, non avendo potuto beneficiare di una finale di Champions, Messi non ha raccolto molto con i premi: solo un milione, rispetto ai quattro dell’anno precedente. Questa flessione è stata parzialmente compensata da un leggero ritocco dei compensi pubblicitari, passati da 19 a 20 milioni. Grazie al fatto di avere rivinto il Pallone d’Oro e di essere ormai considerato il più forte giocatore del mondo praticamente da tutti, il simbolo del Barcellona è stato eletto dalle aziende a testimonial ideale. Numerosissimi i suoi sponsor: Adidas, Audemars Piguet, Chery, Konami, Pepsi Cola, Air Europa, Gatorade, Lay’s, Herbalife, Lody for Men, Storkman, Danone, YPF Repsol. Sono diverse altre le aziende che hanno scelto Messi per azioni marketing occasionali: Dolce&Gabbana, Microstars/Giochi Preziosi, Damm. Senza contare i ricavi per la diffusione di dvd, libri e tutto il merchandising legato al suo nome. Diversi anche gli investimenti immobiliari che, si sa, garantiscono sempre rendimenti sicuri.



BOX L’ITALIANO

Gianluigi Buffon
Stipendio: 6
Premi: 0,1
Sponsor: 5,2
Totale: 11,3 milioni di euro

Da quest’anno Buffon si sente solo. Non c’è più Francesco Totti a fargli compagnia come unico italiano nella classifica dei più pagati. Sarà per questo che sogna di andare alla Roma? E’ singolare come l’unico italiano rimasto sia un portiere. Va anche detto che per un pelo almeno lui è riuscito a salvarsi, anche se quasi certamente per l’ultimo anno. A corroborare le entrate di Buffon naturalmente è l’elevatissimo stipendio che gli paga la Juventus: ben 6 milioni! Quasi impercettibile il contributo dei premi, visti gli esigui risultati del club bianconero: appena centomila euro. A dare una bella mano sono gli sponsor che seguono ancora Gianluigi con una certa fedeltà. Le aziende che ancora puntano su di lui sono Puma, Flat Professional, Pokerstars.it, Coco Pops/Kellog’s, Giochi Preziosi, A.M.Glory, OIW. Completano il quadro i ricavi derivanti dallo sfruttamento dell’immagine e del merchandising. Per un totale di 5,2 milioni.



BOX MOURINHO

Se si fa eccezione per il 2009, anno in cui Scolari sbancò, dal 2005 Josè Mourinho è ininterrottamente l’allenatore più pagato al mondo. Segno che, indipendentemente dalle vittorie conquistate e dalla bravura, il portoghese è soprattutto una macchina mediatica perfetta che genera ricchezze. I suoi guadagni si mostrano stabili: 13,5 milioni contro i 13 dell’anno scorso. Come detto, il Real Madrid gli garantisce un salario annuale di 10 milioni netti all’anno. Il resto lo fanno gli sponsor già menzionati: Sky, BPI e BCP. In passato, quando ci fu il trasferimento dall’Inter al Real Madrid, lo Special One riguadagnò posizioni in tema di sponsorizzazioni. La permanenza in Italia, infatti, da quel punto di vista l’aveva penalizzato. Ora che il Real Madrid potrebbe licenziarlo, a causa di una stagione fatta di un solo titolo e troppe polemiche, Mourinho dovrà riflettere per bene sul proprio futuro. Sul piano squisitamente commerciale, un ritorno in Italia non gli gioverebbe. Meglio scegliere l’Inghilterra. Ai tempi del Chelsea gli sponsor lo ricoprirono d’oro e si può stare ben certi che sarebbero disposti a farlo nuovamente.

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